Questa notte a Roma abbiamo la gioia di star celebrando questa data grande per la Compagnia con Colette Codet de Boisse, Provinciale di Francia-Belgio, e con Régine Barbe e Thérèse Paclet membri delle comunità di Lione e Parigi, che partecipano al II Seminario sugli Archivi Storici della Compagnia, orientato da Pilar Foz y Foz. La loro presenza tra noi ci fa entrare in contatto esistenzialmente con Giovanna de Lestonnac e le sue prime compagne, anch’esse francesi, che seppero guardare con gli occhi di Dio la realtà e dare una risposta valida alle maggiori urgenze educative del loro tempo. .

.Come Giovanna de Lestonnac nella notte del Cister, facciamo la nostra preghiera comune in questa notte di Pasqua evocando la sua stessa esperienza per chiedere al Signore che continui “a sceglierci per questa grande impresa che deve contribuire alla salvezza di molte persone”:

 

Era di notte quando Giovanna de Lestonnac
prese coscienza che il Cister non era il suo cammino.

Ebbe bisogno di penetrare la notte, superare la soglia del finito
e spogliarsi di ogni esaltazione, di tutte le sue potenzialità,
di tutti i suoi aneli,
scendere dalla cima fino all’incontro con la creatura che siamo:
fragile, piccola, limitata,
impotente...

Ebbe bisogno di attraversare quella notte per incontrarsi con
l’amore infinito,
che sempre ci aspetta,
e ci restituisce quella creatura amata, benedetta,regalata,
arricchita...
che pure siamo.

Fu necessario che passasse una notte per incontrarsi con quella luce
che invade l’anima, allarga il cuore,
rompe inerzie, rinnova energie,
risveglia sogni…

Fu necessario camminare nella notte per accogliere la novità che porta ogni alba nuova,
per poter consegnare nelle sue mani vuote
il suo cuore abitato,
la sua libertà liberata
la sua disponibilità tutta intera
per portare a termine l’opera che Dio voleva.

Era di giorno quando Giovanna de Lestonnac comprese che era lei
chi doveva evangelizzare educando la gioventù del suo tempo,
quando scoprì in Maria di Nazaret un cenno di complicità,
quando sognò la Compagnia di Maria.

Sono passati quattrocento anni,
molte notti e molti giorni camminando al ritmo del palpitar della vita,
colmando l’aria di scintille,
di quelle che incendiano l’anima
e si trasformano in mani tese per abbracciare tutti i mondi,
senza misura.

Oggi, 7 aprile 2007, notte di Pasqua,
continuiamo a consegnare al Dio della storia, le nostre mani aperte
perché, attraverso di esse,
diventi visibile il suo Regno
come Lui voglia.

 

Terminiamo la nostra celebrazione di questo giorno consegnando a Colette un piccolo vaso di creta che porta lo scudo e il logo dei 400 anni, per le comunità di Bordeaux e Lormont. In esso simbolizziamo l’accoglienza che ci hanno dato Marie Claude Ranouil, Françoise Lacaze, Paulette Clément, Brigitte Nadalon, Marina Aguilar, Agnès Fremaux, Jeanne Galzin, Paulette Lamothe Marie-Claude Roques, Mª Jesús Lindo, Marie-Noëlle Munengela… in questi anni di celebrazione in cui, come sempre, la casa di Bordeaux è stata la casa di tutte, la culla dell’Ordine dove ci siamo sentite ricevute e incoraggiate a vivere in pienezza il dono che Dio ci ha regalato per mezzo di Giovanna de Lestonnac. Esse in questo tempo ci hanno aiutato ad assaporare il vino nuovo che fermenta nella donazione generosa di ogni giorno.

Davanti all’immagine di Nostra Signora della Culla, quella che sempre abbiamo contemplato nelle nostre visite a Bordeaux, preghiamo il Signore per loro e per tutta la Compagnia che, da uno stile di vita coerente con la sequela di Gesù povero ed umile, possiamo continuare a portare avanti, con altri ed altre, questa grande missione di offrire un’educazione umanista in questo mondo plurale in cui ci tocca vivere.




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